La compensazione di crediti/debiti tra società in bonis e società in concordato

E’ questione frequentemente discussa nella pratica quella relativa alla possibilità di compensare i rapporti di debito e credito tra una società in continuità aziendale ed una società ammessa ad una procedura di concordato preventivo.

La legge fallimentare tratta della compensazione dei rapporti debito/credito all’art. 56 ove si prevede, al primo comma, che “i creditori hanno diritto di compensare coi loro debiti verso il fallito i crediti che essi vantano verso lo stesso, ancorché non scaduti prima della dichiarazione di fallimento“.

Ai sensi del secondo comma della medesima norma, si prevede inoltre che “per i crediti non scaduti la compensazione tuttavia non ha luogo se il creditore ha acquistato il credito per atto tra i vivi dopo la dichiarazione di fallimento o nell’anno anteriore“.

Come emerge dal testo, la norma è stata pensata appositamente per la procedura fallimentare e cioè per quella procedura che, tipicamente, prevede lo spossessamento del patrimonio.

Vediamo ora se si possono applicare i medesimi principi anche per il concordato preventivo ed altre procedure concorsuali c.d. minori.

In proposito, ritengo che si debbano distinguere due situazioni.

1) Compensazione crediti /debiti sorti anteriormente alla domanda di concordato.

Vediamo, anzitutto, la sorte dei crediti sorti anteriormente alla domanda di concordato.

Dopo la presentazione della domanda di apertura della procedura, ma prima del decreto di ammissione del Tribunale, i crediti sorti anteriormente a tali date potranno essere oggetto di compensazione con i debiti verso la società sottoposta a procedura concorsuale.

Ciò pare confermato dall’espresso richiamo compiuto dall’art. 169 alla norma di cui all’art. 56 della Legge fallimentare.

2) Compensazione crediti/debiti sorti successivamente alla domanda di concordato.

La compensazione non può operare se il credito nei confronti dell’impresa in concordato sorge in pendenza di procedura.

La procedura è “pendente” alla data di deposito della domanda di ammissione al concordato e, dunque, ben prima del decreto di ammissione alla procedura (che è peraltro “eventuale”).

Ipotizziamo che una società ordini della merce ad un’altra impresa, senza che vi sia un previo rapporto preesistente e sottostante e poco prima che quest’ultima depositi domanda di concordato.

Ebbene, in questo caso, il relativo credito sorgerebbe successivamente alla pendenza della procedura.

Di conseguenza, non può applicarsi la compensazione con debiti/crediti pregressi (cfr. Cass. 18.12.1990, n. 11988, Cass. 26.7.1990, n. 7562, mai superata).